VideoGiochi del Commodore 64

International Soccer Cup Attualmente sono presenti 6.050 titoli nel nostro database, di cui 891 italiani, per un totale di 31.845 schermate. I giochi italiani vengono appositamente contrassegnati allo scopo di tracciare la produzione videoludica per Commodore 64 realizzata nel nostro paese .

Quando disponibili sono anche presenti: Mappe, Soluzioni e Manuali (versione e-text e/o scansioni).
Per i videogiochi italiani è disponibile anche il download dell'immagine del disco/cassetta.

...un commento a caso!
task_3 Task III
Tecnicamente parlando, Task III possedeva tutti i requisiti per essere un capolavoro: grafica meravigliosa con ottimi accostamenti cromatici, scrolling superfluido a velocità variabile, musiche accattivanti cont... Andrea Rosa
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COMMENTI PER PAGINA:

Dal 25 Novembre 2003 ad oggi, 719 utenti hanno commentato 2076 giochi per un totale di 6487 commenti.
Xandra 21/05/2024 ore 00:09
L'avevo in una compilation da edicola. Mi acchiappava la sua atmosfera ma non sapevo assolutamente quale fosse lo scopo del gioco (le istruzioni allegate ricordo non essere esaurienti). Ultimamente l'ho rispolverato per approfondirlo un po'. Lo scopo del gioco non è proprio intuitivo, così come la spiegazione rischia di apparire macchinosa: In pratica si comanda un guerriero dotato di arma laser che si muove con una sorta di skate a gravitazione. Il personaggio percorre dei settori (corridoi) che si sviluppano su più piani, dal più alto, fino a procedere verso i settori più bassi. Non avendo le istruzioni, si suppone che lo scopo del gioco sia raggiungere il settore più basso. Ogni settore ha un colore ed è collegato a quello sottostante mediante delle rampe. Anche il protagonista ha la possibilità di cambiare il proprio colore, infatti, questo, per accedere al livello successivo, deve assumere la colorazione di quest'ultimo, pena la morte istantanea, appena ci mette piede. Il cambio di colore del personaggio segue una sequenza di colori (da sinistra verso destra: rosso, azzurro, rosa, verde e giallo) posta su una barra presente nella parte alta dell'area di gioco. Sopra a questa barra c'è un'indicatore che si muove verso destra e verso sinistra. Il colore posto sotto l'indicatore, sarà quello che in quel momento vestirà il giocatore. Lo scorrimento del suddetto indicatore è regolato dall'uccisione, per mano del nostro, degli alieni presenti nell'area di gioco. Ce ne sono di due tipologie: una sorta di "ragno" e una sorta di "nuvola". Semplificando: uccidendo il primo, l'indicatore va' verso sinistra, viceversa uccidendo il secondo, va' verso destra. Nell'area di gioco sono presenti trappole, trampolini, barriere respingenti ed altri ostacoli con altre caratteristiche, che, insieme ai già citati alieni, rendono la vita tutt'altro che facile al giocatore, che spesse volte rischia di perdere il controllo dello skate vedendosi poi rimbalzare tra un ostacolo e l'altro fino a perire su una trappola o su un nemico. Ho dedicato a questo titolo qualche partita, per vedere di completarlo, ma anche utilizzando i "salvataggi" l'impresa risulta veramente ardua, proprio per il difficile sistema di controllo del personaggio che rischia di portare il giocatore alla frustrazione. Peccato!
Roberto 20/05/2024 ore 10:26
Bepi nasce da un'idea interessante e si configura come un incrocio tra Frogger e il problema della Capra, del Cavolo e del Lupo. Dovremo cioè attraversare un canale infestato da coccodrilli, insetti e rane giganti evitando al contempo le rapide per raggiungere il lato opposto. La differenza con Frogger sta nel fatto che invece di incasellare il nostro personaggio verso un approdo sicuro dovremo, appunto, riuscire a salvare capra e cavoli evitando cioè che possano mangiarsi tra loro. Al concept sicuramente fantasioso purtroppo non corrisponde una realizzazione altrettanto efficace. L'azione risulta piuttosto ingessata, troppo lenta anche ai livelli più alti; va detto comunque che questo può rendere adatto il gioco a bambini in età elementare. Uno strano buco nel programma consente di dirigere il nostro personaggio verso il bordo superiore e vederlo comparire in basso, senza dover per forza attraversare il canale. Si può considerare come una opzione nascosta e prevista dagli autori, in quanto se non regolamentata avrebbe mandato in crash il programma. Anche Bepi come del resto tutti i giochi Edisoft resta avvolto nell'incertezza data la latitanza degli attori coinvolti nella loro realizzazione e pubblicazione e questo è sicuramente un peccato, perché al di là della qualità intrinseca dei prodotti, il valore storico e informatico rimane indubbio.
Phobos 19/05/2024 ore 20:05
Ecco di nuovo il nostro carissimo ex idraulico Alfredo, ricordiamo che è uno sprite preso dal gioco Super Pipeline (Taskset 1983), che oggi se la vede con delle papere nere che starnazzano in uno stagno. Non chiedetemi perché tanta crudeltà, o magari c’è un tentativo di sostituirsi a Taddeo (Elmen J. Fudd) per colpire la famiglia di Duffy Duck (parliamo dei Looney Tunes), ma poco importa alla fine. Il nostro compito consiste nell’accopparle con uno spara forconi che quasi più che un clone di Space Invaders (Taito, 1978) sembra che sia una variante del minigioco “the Turk” presente in “Lazy Jones” (Terminal Software, 1984). Né è prova che quando inforchiamo un papero questo si trasforma nello sprite del pollo presente in quel gioco; certo con il colore cambiato. Sulle prime partite sembra quasi divertente, spariamo, le colpiamo, loro attaccano scendendo in verticale; dobbiamo evitare che tocchino terra, si può fare. A lato però che una barra TIME che scende inesorabile… anche con buona mira e ottimi riflessi arriverà a zero e perderemo una vita. Una longevità quindi mozza, sembra quasi un giocattolo a gettoni che funziona per un minuto, poi si ferma. Naturalmente tutto il nostro sparare serve per l’immancabile classifica finale. Solita prova quindi di copia il lavoro e l’idea altrui che poteva valere qualcosina di più ma vanificata da questo gameplay che deve durare poco.
Xandra 19/05/2024 ore 01:57
Platform ambientato nella giungla. Un puzzle game dove il protagonista deve guadagnare l'uscita verso il livello successivo, facendosi strada a suon di macete, uccidendo ragni, serpenti ed altri animali, sbloccando meccanismi e soprattutto, costruendo scale e ponti per raggiungere piattaforme altrimenti inaccessibili. Un titolo che si lascia giocare egregiamente, con enigmi ben studiati e una grafica a metà strada tra Livingstone I Presume e Rick Dangerous, curata e comunicativa. Per i miei gusti, un puzzle game perfetto. Grazie a Jani Parviainen, l'autore, per quasto gioillino!
Phobos 18/05/2024 ore 23:19
Siamo in un campo di prigionia in Cambogia nel periodo della seconda guerra mondiale in cui i giapponesi la occupavano a discapito dei francesi che la governavano prima di loro. Il nostro compito è recuperare delle chiavi che cadono dall’alto e aprire le celle, quando sono chiuse, ubicate in tre diverse aree di gioco. A contrastarci tre guardie carcerarie che, in base al livello scelto all’inizio, cammineranno dal lento al molto veloce. La nostra salute è rappresentata da una barra d’energia che non deve assottigliarsi troppo se non vogliamo finire la partita, ma se svolgiamo i nostri compiti, evitando il contatto con le guardie e recuperando dei barattoli rossi che ci ricaricano c’è la possiamo fare ad andare avanti. Premendo FIRE i nostri carcerieri diverranno evanescenti per un periodo limitato, una cassa ricarica questo potere. Giocando saremo subito testimoni di un grave problema che mina in modo definitivo questo titolo, il passaggio tra le scale e le piattaforme. Troppo spesso senza alcuna ragione il nostro omino non ne vuole sapere di passare dal movimento verticale a quello orizzontale quando siamo in linea con un piano e ci costringe a perdere tempo prezioso o a fare lunghi percorsi alternativi. Inoltre dopo qualche minuto di gioco si è già visto tutto, nessuna variazione o difficoltà crescente. Sembra quasi un primo livello che però il programmatore ha dimenticato di porre l’obiettivo per passare al quadro successivo. Graficamente tutto è disegnato ed animato in modo sufficiente. Per quanto riguarda la musica trattasi di una versione SID, non proprio ben eseguita, di un opera del russo Modest Petrovič Mussorgsky (1839-1881): Pictures at an Exhibition (Quadri di una esposizione - 1874).
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