Commenti rilasciati da Andrea Rosa
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International Karate
01-08-2019 ore 15:29
Esistono due versioni di International Karate, che si differenziano in base ai fondali: la prima è ambientata in Australia, Stati Uniti, Cina e Giappone; la seconda in Egitto, Brasile, Gran Bretagna e Grecia (io ero in possesso di quest'ultima). Sebbene la maggior parte degli utenti del C64 ritenga che il miglior gioco di lotta in assoluto sia il celebratissimo sequel, ovvero IK+, la mia preferenza continua ad andare a questo titolo, principalmente perché non ho mai digerito il fatto che in IK+ ci fosse un solo scenario (benché animato) inoltre la faccenda dei tre lottatori non mi ha mai convinto fino in fondo. Dal punto di vista estetico International Karate è stupendo: la grafica dei fondali è gradevole, e i lottatori sono disegnati benissimo e animati ancor meglio. Il comparto audio non è da meno, con una una musica grandiosa ed effetti sonori molto realistici (musica ed effetti sono presenti contemporaneamente, per cui a volte entrano in conflitto, ma non in modo fastidioso). Il connubio tra animazioni ed effetti sonori riesce a convogliare perfettamente la sensazione di far male al proprio avversario, una caratteristica non proprio scontata nei picchiaduro per C64. L'azione scorre in modo fluido grazie a controlli abbastanza responsivi e alla grande varietà di mosse, e anche la difficoltà è ben calibrata, con una curva di apprendimento non particolarmente ripida: i primi combattimenti sono una passeggiata anche per il giocatore occasionale, e mano a mano che si progredisce nel gioco l'azione diventa più frenetica con avversari sempre più esperti e reattivi. Com'è logico aspettarsi in un gioco di karate, il giudice attribuisce un punto o mezzo punto per ogni attacco andato a segno (ma è presente anche un punteggio in stile arcade), e i progressi del giocatore seguono il sistema di colori delle cinture. I livelli bonus non sbloccano particolari abilità, ma sono comunque una piacevole variazione.
Firefly
21-07-2019 ore 18:04
La prima cosa da tenere presente riguardo a Firefly è che questo non è uno di quei giochi che possono essere affrontati senza prima leggere le istruzioni: anche se a prima vista sembrerebbe il solito shoot 'em up a scorrimento multidirezionale, le sue dinamiche sono leggermente più complesse della media, e se non avete ben chiaro cosa dovete fare non supererete neanche il primo livello. Per coloro che dedicheranno qualche minuto all'apprendimento del gioco, Firefly si rivelerà un titolo sorprendente che regalerà non poche emozioni. Dal punto di vista tecnico si rasenta l'eccellenza: ottima grafica, musiche memorabili, effetti sonori straordinari e tanti tocchi di classe (perfino la schermata dove inserite il vostro nome per la tabella dei record è all'avanguardia). Firefly trabocca di personalità e dettagli surreali, ed è un titolo originale sotto ogni punto di vista, dal peculiare sistema di armi al modo in cui si progredisce attraverso i vari settori (a questo proposito sono disponibili 24 mappe presentate in ordine casuale, ognuna col suo tema e il suo set di alieni). Purtroppo, mano a mano che ci si addentra nel territorio nemico, la difficoltà cresce in modo esagerato, e i danni subiti sottraggono sempre più energia, inoltre in alcuni frangenti la fortuna risulta più determinante dell'abilità (come quando ci si accinge a disattivare un nodo energetico o si tenta di usare il teletrasporto). Aggiungiamo a tutto questo la mancanza di vite aggiuntive, ed è chiaro come Firefly non perdoni proprio nulla al giocatore, tuttavia esistono vari longplay su YouTube, per cui l'impresa di portarlo a termine, per quanto ardua, non è impossibile (anche se il finale è piuttosto deludente). Nonostante l'elevata difficoltà, nei primi livelli Firefly è un gioco davvero molto piacevole, vario ed entusiasmante. Se solo fosse stata data meno enfasi alla fortuna, questo sarebbe stato uno dei classici immortali del C64.
Microprose Soccer
14-07-2019 ore 16:54
La diatriba tra i fan di Microprose Soccer e Emlyn Hughes Int. Soccer al fine di stabilire quale sia il miglior gioco di calcio per C64 non avrà mai fine, ma per come la vedo io la risposta è semplice: E.H.I.S. è la miglior simulazione calcistica, mentre Microprose Soccer è il miglior gioco di calcio in stile arcade. Entrai in possesso di questo capolavoro nel 1990, pochi giorni dopo la fine dei Mondiali, e fu amore a prima vista. Chiaramente ispirato al coin-op Tehkan World Cup, Microprose Soccer va dritto al sodo offrendo un'azione frenetica e senza interruzioni. L'utente può selezionare varie opzioni, senza però perdersi nei meandri dei numerosi menu del suo diretto concorrente. La grafica è ottima, con giocatori stupendamente animati e raffigurati in modo impeccabile grazie alla tecnica overlay (il frequente flickering degli sprites è perdonabile se pensiamo a ciò che è stato realizzato), per non parlare del replay e dei celebri cambiamenti atmosferici che aggiungono imprevedibilità alle partite. Il focus è sulla Coppa del Mondo, che è simulata egregiamente (i risultati delle partite nelle quali non è coinvolto un giocatore umano sono realistici, anche se non mancano i risultati a sorpresa), e ogni Mondiale è leggermente diverso dal precedente, dato che è possibile scegliere tra 29 nazionali a fronte dei 24 posti previsti dal vecchio format del torneo. Sebbene le squadre siano ordinate secondo un ranking, purtroppo esse giocano tutte nello stesso modo (varia soltanto la velocità con cui viene condotta l'azione sul campo), inoltre la reattività del portiere fa sì che sia possibile segnare in un ristretto numero di modi, ma questi difetti spariscono nella modalità a due giocatori. È possibile organizzare una lega personalizzata, ma a causa di limitazioni di memoria tale opzione è implementata male: non prevede squadre gestite dal computer ed è compito dell'utente definire il calendario.
Scorpius
13-07-2019 ore 17:04
Rimasi piacevolmente sorpreso da questo gioco, pur non sapendo che si trattasse di una budget release, dato che lo trovai casualmente su una rivista. Titolo d'esordio dei fratelli Rowlands, Scorpius fa già intravedere la loro genialità in fatto di programmazione, e ha tutto quello che un ottimo shoot 'em up deve avere: buona grafica, scrolling fluido con parallasse, controlli precisi, arsenale potenziabile e una vasta gamma di nemici. Pur attingendo idee da vari classici, Scorpius non manca di personalità e originalità, dato che non è ambientato nello spazio bensì in una serie di tunnel subacquei: questo si riflette sull'aspetto delle creature che popolano i 4 livelli che, per la maggior parte, hanno le sembianze di anguille, molluschi, stelle marine, crinoidi e così via (ma non mancano nemici di natura meccanica, che fanno la loro comparsa verso la fine del gioco). Grazie ad alcuni trucchi, ma senza ricorrere all'overlay, i programmatori hanno fatto in modo che alcuni sprites esibiscano più dei tre colori solitamente disponibili. Purtroppo, fatta eccezione per l'eponimo Scorpius che vi attende alla fine del quarto livello, i boss sono di piccole dimensioni e non rappresentano una grande minaccia, ma hanno comunque il loro stile. Il difetto di Scorpius risiede nella gestione leggermente approssimativa delle collisioni, inoltre le musiche sono un po' ripetitive. Il sistema di power-up è progressivo e basato su lettere, molte delle quali intuitive, altre un po' meno (tutt'ora, dopo 30 anni, non ho idea di che effetto abbia la lettera "I"). A questo proposito, il mio consiglio è di non raccogliere più di una "S", altrimenti i movimenti della vostra navicella diventano troppo rapidi rendendo quest'ultima ingovernabile. Segnalo infine che il crack ad opera del gruppo Bros consente di attivare un'arma segreta premendo il tasto Commodore (una sorta di orb in stile R-Type che vi accompagna durante l'intera missione).
Pac-Land
12-07-2019 ore 16:50
Chi vi parla è sempre stato un grande fan della versione arcade di Pac-Land, e questa ottima conversione, che ebbi modo di provare a casa di un amico, fu uno dei motivi che mi spinsero ad acquistare il C64 nel 1988, decisamente in ritardo rispetto a molti miei coetanei, che possedevano un home computer già da tre o quattro anni... ma, come si dice, meglio tardi che mai. Pac-Land per C64 si avvicina molto al concetto di "arcade-perfect", a partire dal fatto che è necessario simulare l'inserimento delle monete tramite i tasti funzione (in stile MAME per intenderci, ma con quasi dieci anni di anticipo). Gli scenari e gli sprites sono riprodotti in modo molto fedele, così come gli effetti sonori e la musica, che in questa conversione acquista una personalità tutta sua grazie agli inconfondibili riverberi del SID. Anche la giocabilità è del tutto simile all'originale, tranne per il fatto che tutto si muove a un ritmo leggermente più veloce, rendendo il gioco più impegnativo. Purtroppo in questa versione i fantasmi scompaiono una volta che oltrepassano il margine sinistro dello schermo, rendendo le pillole energetiche quasi inutili ai fini del punteggio. Un'altra pecca è il modo in cui Pac-Man tende a scivolare dal bordo delle piattaforme, rendendo alcuni livelli più frustranti di quello che dovrebbero essere (vedi l'acquedotto e le nuvole). Ma l'omissione che più si fa sentire è quella dei bonus nascosti, primo fra tutti l'elmetto: credo che la sua presenza fosse prevista in fase di sviluppo, dato che è stato usato uno sprite a parte per il cappello di Pac-Man, ma che le limitazioni di memoria abbiano infine costretto i programmatori a dovervi rinunciare... è un vero peccato, perché l'elmetto riveste un ruolo importante nel gioco originale. Tuttavia, nonostante alcune mancanze, Pac-Land è uno dei migliori porting di sempre sul C64, e ridicolizza senza difficoltà la mediocre versione per Amiga.
Raid on Bungeling Bay
02-07-2019 ore 16:33
Definire Raid on Bungeling Bay semplicemente uno shoot 'em up è quantomeno riduttivo. Quello che abbiamo di fronte è un sofisticato war game che unisce magistralmente elementi di azione e strategia. La cosa che più mi impressionò quando iniziai a giocarci era che i nemici non scomparivano dal gioco una volta che questi uscivano dall'area dello schermo, ma essi continuavano a esistere e ad eseguire i propri compiti, a prescindere dalle mie azioni. L'arcipelago Bungeling è un autentico microcosmo nel quale ogni elemento interagisce con gli altri, e non fui sorpreso quando, molti anni dopo, venni a sapere che questo gioco aveva rappresentato la base di partenza per lo sviluppo del primo Sim City. L'azione diventa sempre più intensa mano a mano che si procede nella missione, poiché il nemico progredisce sviluppando armi sempre più efficaci. I rapporti che giungono dal quartier generale contribuiscono ad aumentare la tensione, soprattutto quando si viene informati dell'imminente completamento della temibile corazzata nemica, o che è in corso un attacco aereo contro la vostra portaerei. Un'altra caratteristica notevole è lo scrolling multidirezionale, che non avviene semplicemente in otto direzioni, bensì in sedici. La grafica può sembrare spartana ma assolve in pieno il proprio compito (si tratta pur sempre di un titolo del 1984) e gli effetti sonori sono più che adeguati. I giocatori più attenti non mancheranno di scoprire utili segreti come l'area dove è possibile fare rifornimento di bombe, e di notare dettagli come l'aeroporto dove i caccia e i bombardieri nemici atterrano periodicamente diventando facili bersagli. Raid on Bungeling Bay è un classico senza tempo. Riuscire a distruggere l'ultima fabbrica facendovi impattare l'ultimo elicottero rimasto, o affondare la corazzata nemica dopo che questa era stata completata, rimarranno per sempre tra i miei ricordi più esaltanti legati al C64.
IO
30-06-2019 ore 18:56
Anche in questo caso, come per Venom Strikes Back, mi trovo a commentare uno dei miei mostri sacri, per cui il mio parere potrebbe risentire dell'affetto smisurato che provo per questo titolo. Parlando di C64, Se V.S.B. fu il mio primo gioco in assoluto, IO è, con ogni probabilità, il mio preferito. Ho apprezzato molto il commento di Riviero, e molte delle cose che lui scrive potrei averle scritte io. Non mi dilungherò sulla fantastica grafica, sugli ottimi effetti sonori, sull'atmosfera generale o sugli iconici nemici di fine livello (ognuno dei quali rappresenta una vera minaccia e richiede un diverso approccio, contrariamente alla maggior parte degli shoot 'em up per C64 nei quali i boss tendono ad avere sempre lo stesso comportamento). Mi limiterò a riportare quella che fu la mia esperienza con questo capolavoro di programmazione. Il motivo principale per cui amo IO è il suo spirito essenziale e la sua immediatezza: quando si perde una vita l'attesa è brevissima, ci si ritrova subito ricatapultati nell'azione, pronti per provarci di nuovo. E così riprovai e riprovai. Ricordo che al primo tentativo fui ucciso dalla prima ondata di alieni. Al secondo riuscii a sopravvivere fino ai nemici che aggirano l'astronave per poi lasciarsi dietro una scia di proiettili. Al terzo tentativo fui colpito a tradimento dall'enorme caterpillar. Per non dimenticare tutti gli sforzi per distruggere il primo boss. E così via, di livello in livello, fino alla vittoria finale giunta dopo decine e decine di partite (di sicuro non è un titolo per giocatori con poca pazienza). Questo è IO: piccoli ma costanti progressi, continua evoluzione del giocatore, uso dei power-up e delle smart bombs in modo strategico... Molti criticano IO per il fatto di dover memorizzare le ondate nemiche ma, se ci pensiamo, la maggior parte dei giochi di questo tipo richiede un tale approccio, solo che IO lo fa in modo superiore alla media.
Mask 3: Venom Strikes Back
26-06-2019 ore 18:15
Nutro un affetto particolare nei confronti di questo titolo, dato che si trattò del primo gioco che caricai sul mio C64 (ed essendo un prodotto di qualità finì col settare degli standard piuttosto alti nei confronti dei giochi che provai in seguito). Per questo motivo il mio parere potrebbe esserne condizionato, ma cercherò di essere il più obiettivo possibile. La grafica è ottima ed è il punto di forza: questa è brillante, definita e coloratissima, e frequenti cambi di palette aggiungono varietà anche a locazioni sostanzialmente simili tra loro. Sprites grossi e ben animati riempiono lo schermo muovendosi fluidamente, e non si verificano mai rallentamenti. La gamma dei nemici è discreta. Non mancano alcuni tocchi di classe come l'ingresso in scena del protagonista, o il modo in cui egli esplode andando letteralmente in pezzi. La musica è limitata alla schermata iniziale, ma gli effetti sonori sono azzeccati e impeccabili, soprattutto quelli di natura metallica, un po' meno le esplosioni. La difficoltà è ben calibrata. Il sistema del punteggio è tra i più bizzarri mai visti, dato che tutti i nemici forniscono punti insoliti e altissimi (2700, 5600, ecc) quasi in stile flipper. Manca la tabella dei record, della quale si può fare anche a meno, ma l'assenza di vite bonus è una grave dimenticanza. La recensione che V.S.B. ricevette su Zzap! conteneva alcune inesattezze: non è vero che il protagonista tende a incespicare sulle piattaforme, anzi la gestione delle collisioni è ottima (casomai ci si può lamentare del fatto che non si ha il controllo direzionale durante i salti), inoltre quello che veniva definito un sistema di password è in realtà un'opzione per l'inserimento di cheat codes. Il voto finale di 70% attribuito da Zzap! non rispecchia il vero valore del gioco, che secondo me si attesta tranquillamente attorno all'80%. Magari non un capolavoro, ma sicuramente un classico sottovalutato del C64.
Barriers
25-05-2019 ore 14:41
Barriers è basato sul codice di Shuttle Escape di Eric Brandon, un gioco molto semplice che, in Italia, apparve sotto forma di type-in su varie pubblicazioni del Gruppo Editoriale Jackson con i nomi di Shuttle In Fuga e Labirinto Rotante (il programma originale Shuttle Escape è reperibile su Gamebase64, per coloro che volessero fare un confronto). Correva il 1992, e dopo aver digitato il lunghissimo listato in preda alla noia più assoluta (si trattava di uno di quei programmi composti per il 90% da interminabili linee DATA di linguaggio macchina) decisi di provare a migliorarlo. Tra le varie modifiche, velocizzai al massimo la lettura delle linee DATA (da 150 secondi a 16), ridisegnai gli sprites, e suddivisi il gioco in 9 livelli di difficoltà crescente (Shuttle Escape prosegue all'infinito sempre nel medesimo playfield, mentre Barriers può essere portato a termine). Per creare gli sprites mi servii di Sprite Machine della Anirog, un editor eccellente per uno come me che aveva sempre operato solamente in BASIC, dato che mi permetteva di salvare direttamente le linee DATA da usare nei miei programmi. Le dinamiche di gioco, purtroppo, sono rimaste le stesse di Shuttle Escape, dal momento che non ero in grado di intervenire sulla parte scritta in linguaggio macchina, tuttavia lavorare a Barriers fu una delle mie esperienze di programmazione più divertenti. Anche in questo caso devo ringraziare Hokuto Force, che nel 2018 mi ha permesso di divulgare questo programma.
World Conquest
11-12-2018 ore 23:33
Scrissi World Conquest nel 1993, con il proposito di inviarlo a Zzap! per una valutazione. In quel periodo i giochi per C64 iniziavano a scarseggiare, così la celebre rivista aveva iniziato a recensire i lavori inviati dai lettori, e io non volevo perdere l'occasione di essere menzionato sulle sue pagine. Purtroppo ciò non avvenne mai: probabilmente il dischetto da me inviato non giunse mai in redazione, oppure il programma fu scartato poiché scritto in BASIC e per di più in inglese (Zzap! dichiarava apertamente di preferire il software in lingua italiana, una scelta editoriale rispettabile ma anche una visione un po' limitata). Un sentito ringraziamento va ad Hokuto Force, che nel 2016 ha reso possibile la pubblicazione di questo gioco.
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