La definizione di gioco mediocre, bello o brutto a cosa va ricondotta? A mio giudizio mai ad un solo elemento, grafica o giocabilità che sia, anche se spicca rispetto ad altri titoli. Deve come prima cosa divertire, lasciare un segno con la propria immagine e sonoro e allora te lo ricorderai giocandoci anche nel futuro. Ma la soft-teca Commodore è immensa, traboccante di titoloni che sono restati nella storia e tutto ciò che magari è sufficiente sparisce all’ombra del capolavoro. Moving Target fa parte di quella massa sterminata di giochi che non hanno spiccato e che sono stati dimenticati, ma hanno comunque un valore. Partiamo nella descrizione preannunciando che non troveremo chissà cosa, ma c’è una discreta giocabilità e fluidità nel movimento e per fortuna nemmeno così difficile, se si adopera un minimo di logica mentre si gioca. Occorre trovare delle bombe numerate e piazzarle in altrettanti generatori per farli saltare in aria e poi fuggire. La mappa è molto vasta e profonda 7 piani, è uno di quei classici dove non è male usare un foglio e una matita e disegnare per le future partite la complessità del posto, per ricordarsi dove andare. Vanno evitati i contatti prolungati con i nemici tra i quali dei cani che sulla confezione sembrano famelici e aggressivi, ma nel gioco hanno l’aria di cuccioli giocosi in voglia di coccole; scodinzolano. Gli uomini armati, non sparano, corrono a diverse velocità contro di noi, è consigliabile colpirli solo quando vicini in quanto il nostro fuoco elimina tutta la fila. Peccato che tendono a riapparire quando siamo al bordo schermo, cosa deleteria per la nostra salute. Altri ostacoli come le mine sono facili da evitare, saltando, ad eccezione se accanto ad una scala in quanto, altro neo, il personaggio tende a salire al posto di spiccare il balzo, cosa che ti costringe a pestare l’ordigno, ma alla fine non toglie troppa energia. Ogni 100 uccisioni il gioco si blocca e ci verrà chiesto se vogliamo munizioni, cibo per tornare al 100% o punti se abbiamo voglia di battere record. Grafica un filino sopra la mediocrità e musica carina ma lunga solo un minuto e a ciclo continuo, poi stanca.
...un commento a caso!
Bushido Graficamente è un arcade adventure che non ruba esattamente l’occhio. In particolare stona la scelta dei colori, ma personalmente ho un debole per i giochi veloci e con sprites grandi, e per quanto qui sia sgranata e ...riviero
Piccolo giochino che ci mette nei panni rigati di un carcerato in fuga da una prigione. Vi sono otto stage, ma essenzialmente divisi in due diversi gameplay. Nel primo livello dobbiamo raccogliere tutte le chiavi nel minor tempo possibile, ... leggi »Phobos
Ottimo articolo… solo una nota all’Autore dell’articolo… tra i programmatori
bolognesi “pionieri” c’ero anche io: Andrea Paselli!
Con Luca Zarri e Marco Corazza ho realizzato Chuck Rock, Over The Net,
Mystere, Halley Adventure… ...Andrea Paselli