Seguito di migliore fattura rispetto al precedente Space Crap, con un gameplay più ricco, opera, questa occasione, di produzione italo-argentina in quanto il coder ‘Piti’ è dell’America latina. Possiamo manovrare l’astronave su tutto il campo di gioco e l’obiettivo è colpire, sparando, il punto viola che rappresenta il nostro cattivissimo mostro raffigurato nell’immagine del titlescreen. Vi sono vari quadri ed una successione di capitoli che aggiungono difficoltà alla difficoltà. Il problema principale è lo scarsissimo tempo a nostra disposizione fin dal primo alieno da distruggere. Il margine d’errore è risicato, la manovra di avvicinamento deve essere pensata in fretta e mancare il bersaglio provoca la perdita di una vita. Se uniamo anche una mediocre fluidità dell’astronave e le poche vite a nostra disposizione c’è il rischio di abbandono per frustrazione dopo poche partite. Nota di colore, il capitano Stroker ha una faccia decisamente conosciuta, ovvero quella di uno dei giocatori di Poker Indiano con una capigliatura differente (sarà un pronipote del futuro?).
Mai visto, ma il personaggio è lo stesso di Stroker.... vorrà dire qualcosa?? (forse visto il nome, sì..)
...un commento a caso!
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