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Iscritto dal | 23-12-2007 |
Gioco Preferito | The Last Ninja |
Commenti | 22 |
Voti | 19 |
Street Hassle
07-12-2008 ore 05:31
Sostantivato semplicemente come "Brawl",
questo gioco me lo ritrovai in casa grazie ad
una compilation da edicola. All'età che avevo
allora, ovviamente, mi sembrò un capolavoro, e
oggi non posso che darmi ragione.
Il concept è semplice quanto malsano:
prendete un wrestler, fategli attraversare una
cittadina di provincia piena di ostili, e ne
vedrete delle belle! Vecchietti con bastoni
letali, panzoni con evidenti gonfiori da taverna
che cercano di uccidervi con i loro ingombri,
gorilla (gli animali, non i buttafuori), vecchiette
armate di borsette zavorrate con il piombo,
scagliate all'urlo di "Brute!", giocatori d basket,
e persino skater e motociclisti.
Vedere il protagonista con la sua camminata
tamarrissima, che attraversa la città
dispensando botte da orbi a destra e a manca,
in ogni livello con una mossa speciale diversa,
è moralmente insano quanto mostruosamente
divertente. Le risate che si sono sprecate
davanti a questo gioco sono ancora indelebili
nella mia memoria.
Rampage (Versione Europea)
07-12-2008 ore 05:22
Estremamente divertente a causa della sua
struttura comica - eccezionale l'opzione di
poter sottrarre la gente dal proprio
appartamento dalla finestra e ingoiarli,
assistendo alla faccia soddisfatta del nostro
mostro gigante mentre mastica rivolto alla
telecamera.
Tuttavia, a parte alcuni momenti coinvolgenti,
non riusciva ad ingranare.
Peccato.
Nebulus
07-12-2008 ore 05:14
Originale e tecnicamente all'avanguardia,
Nebulus vanta una lunga schiera di imitatori e
citazionisti. Uno tra i più celebri fu Dynamite
Headdy dei Treasure, che presentava un livello
che era un'immensa citazione di Nebulus.
Difficile, per via del gioco di prospettiva che
nascondeva i nemici e confondeva il giocatore
durante i salti, era una sfida oltrechè una gioia
per gli occhi.
Divertenti il bonus con il sottomarino che
fungeva da collegamento per i livelli, o meglio,
per le torri.
Jumpman
07-12-2008 ore 04:52
Arrivato da me con il nome di "Pierino" (sigh), si
tratta di un gioco tecnicamente scarno come
mai visti prima, basato su sei o sette colori,
escluso il nero e il bianco, e fondato sulla sacra
legge dei dieci pixel, che formavano il corpo del
protagonista.
Nonostante questo, lo finii, perchè era
terribilmente giocabile, godibile fino in fondo,
grazie alla combinazione di manovrabilità,
divertimento, voglia di vedere il prossimo livello
- in realtà una schermata statica con gli stessi
elementi riarrangiati in modo sempre diverso.
Veramente imperdibile, una perla che insegna
ancora oggi come la semplicità possa essere il
guscio di un ottimo prodotto, basato su una
buona idea.
Impossible Mission II
07-12-2008 ore 04:44
Ottimo seguito, superiore persino all'originale.
Inutile dilungarsi sul parlato digitale, per
l'epoca veramente all'avanguardia, e anche
sulla grafica, veramente ben curata, nonchè
sfoggiante certe animazioni riguardanti lo
sprite principale veramente notevoli.
Un desiderio incrollabile d'esplorazione,
spingeva il giocatore ad avanzare, facendo
capriole sopra la testa dei robot, cercando
ovunque, mettendo assieme i pezzi del puzzle
che avrebbero guidato il protagonista ancora
una volta al cospetto del folle Dr. Atombender.
Una superba atmosfera condiva il tutto,
attraverso l'uso di location fantascientifiche e
claustrofobiche, a volte asettiche, altre volte
inquietanti. Alcuni gadget fondamentali
presenti nell'inventario condivano il tutto,
dando il giusto contorno a questa versione
"enhanced" del precendente Impossible
Mission.
Chiunque abbia avuto un C64 ci ha giocato, o
avrebbe dovuto farlo.
Hypa-Ball
07-12-2008 ore 04:34
Palesemente ispirato a Rollerball, progenitore
di Speedbal dei Bitmap Brothers, questo Hypa-
Ball è un gioco ben realizzato, sia a livello di
giocabilità che di tecnica. Realizzato seguendo
il plot dello sport futuristico violento, introduce
un tipo di gioco mai visto prima, basato
sull'assenza di gravità e su una struttura del
campo davvero unica.
Molto appassionante, vince per la sua estrema
originalità, e coinvolge anche grazie ad una
colonna sonora dirompente, che fa uso di suoni
potenti e di ritmi convulsi. Amerete alla follia il
tema principale di Hypa-Ball (io lo registrai su
cassetta all'epoca), e vi emozionerete quando
tra una partita e l'altra emergeranno dal campo
le cheerleader, inneggiando allo scontro
attraverso un pezzo travolgente.
Eccezionale.
Green Beret
07-12-2008 ore 04:28
Buon gioco come coin-op, un incubo convertito
per C64. La giocabilità era inficiata da una
terrificante gestione delle orde nemiche che si
affollavano sullo schermo, a volte soverchianti
in maniera schiacciante. I proiettili erano
impossibili da schivare, visto che spesso e
volentieri venivano sparati a bruciapelo, con
qualche millisecondo di visibilità. Nonostante
questo, ricordo che arrivai fino al penultimo o
ultimo livello, dove affrontai i nemici a bordo di
velivoli blu. Impossibile andare oltre, vista la
pessima calibratura della difficoltà.
Ottima la colonna sonora, anche se la grafica
spesso lasciava molto a desiderare,
soprattutto a causa di sprite poco definiti e
animati pessimamente.
Freddy Hardest
07-12-2008 ore 04:22
Ricordo che avevo due versioni diverse di
questo gioco: una ambientata sulla superficie
del pianeta, molto noiosa; l'altra, ambientata
all'interno di una base, oltremodo oscura.
Un'altra cosa che ricordo per certo è la pessima
localizzazione in italiano - anzi, bisogna dire
che c'era almeno. Effettuando un'operazione
senza un oggetto fondamentale nel gioco, vi
veniva segnalato l'errore con la
grammaticalmente sorprendente frase:
"nuclear ovu manca", che credo si possa
assimilare più al croato che all'italiano.
Per il resto, la grafica era abbastanza
accattivamente.
Dragon's Lair
07-12-2008 ore 04:12
Forse è impossibile dare un voto in cifre a
Dragon's Lair su C64. Immensamente lontano
dall'originale, rutilante film d'animazione
pseudo interattivo su laser disc di Don Bluth,
una tecnologia paradossale dell'epoca, sembra
un'offesa a quel coin-op che metteva in mano
al giocatore una grafica perfetta, pur
illudendolo anch'esso.
In realtà, Dragon's Lair qui ha una magia
inspiegabile se non attraverso gli occhi di chi,
inevitabilmente, decide di ignorare il fatto che
si tratti di una conversione di quell'altro
Dragon's Lair, e lo accetti così com'è - un gioco
del C64, e basta.
Le musiche erano eccellenti - stupenda quella
della schermata iniziale, pregna di epica
fantasy -, la giocabilità un pò meno, visto che i
quick time event erano davvero calibrati male.
Certe volte si passavano interminabili minuti a
morire senza capire il perchè.
Nel complesso un gioco enigmatico, ma pur
sempre affascinante. Stupenda la schermata
inziale, con il castello di Singe sprofondato
nella foresta di rovi.
Doriath
07-12-2008 ore 03:53
Giunto tra le mie mani con il nome di "Merlino",
giocai con questo gioco a più riprese,
trovandolo sempre molto macchinoso e difficile.
Il problema, come molti altri giochi dell'epoca,
era che non sempre l'obiettivo del momento
era chiaro quanto quello a lungo termine, e
spesso si finiva dentro una sequela di morti
incredibile per riuscire a capire un frammento di
gioco che si poneva alla base della grande
mole di enigmi da affrontare.
Nonostante questo si tratta di un gioco molto
affascinante, che spingeva al gioco tramite il
meccanismo della curiosità - gli avversari del
protagonista erano molto particolari, e spesso
ci si divertiva parecchio a cercare il giusto
miscuglio di elementi magici, il giusto
incantesimo, per metterlo a tacere.
Caratterizzato da ambienti molto belli, spesso
ci si meravigliava davanti alle trovate dei
programmatori, dimenticandosi della sua
difficoltà.
Dominio di Meandro, Il
07-12-2008 ore 03:49
Ricordo molto poco di quest'avventura
testuale, direttamente mutuata dal primo,
storico Zork. Ci ho giocato molte volte, ma data
l'età molto infantile dell'epoca, non andavo
oltre i primi ostacoli. Ricordo però che era
estremamente d'atmosfera, e la
documentazione allegata mi aveva stimolato
non poco a cercare di superare le barriere
dell'età per cercare di andare avanti.
Defender Of The Crown
07-12-2008 ore 03:45
Ecco quello che si definisce un capolavoro
assoluto quasi all'unanimità. Dotato di
un'atmosfera ineguagliabile, mai più bissata da
nessun altro gioco, era capace di proiettare il
giocatore in un'era remota nel tempo e nella
storia, dove si forgiava il destino degli uomini
con le spade.
Tecnicamente validissimo, con schermate
statiche allo stato dell'arte, uno spartito
musicale superlativo, e buone animazioni, si
basava su questi elementi per far
immedesimare il giocatore, anche attraverso la
sua storicità e la sceneggiatura, davvero
buona.
Moderatamente difficile, imponeva delle lunghe
sessioni di gioco, che peraltro si espletavano di
buon cuore, visto che, una volta spenta la luce,
davanti al proprio monitor, ci si ritrovava nel
medioevo, a combattere contro i Normanni per
salvare l'Inghilterra, contando su leggende
viventi come Robin Hood, principi sassoni e,
ovviamente, il proprio acciaio.
Camelot Warriors
07-12-2008 ore 03:34
Eccezionale in quanto a coinvolgimento, anche
se privo di fondali, e caratterizzato da una
giocabilità un pò particolare - troppo legnosi i
movimenti, soprattutto in ambiti critici come i
salti da una piattaforma all'altra. Aveva una
strana attrattiva che non era subito palese, ma
andando avanti nel gioco ci si ritrovava in
quelle situazioni, come ha descritto
efficacemente Raffox, che lo rendevano molto
particolare, caratteristico.
La voglia di scoprire sempre di più spingeva il
giocatore ad andare avanti, per vedere quale
magica sorpresa si celasse dietro la prossima
schermata.
Dante's Inferno
08-06-2008 ore 18:34
Sono d'accordo per quanto riguarda le musiche: riuscivano a toccare quelle corde dei sensi che rievocavano le atmosfere infernali del gioco, in qualche modo, diabolicamente ricreate, ossessionanti, supreme nel loro schiacciare il giocatore all'atmosfera opprimente in cui Dante si muoveva.
Il gioco, purtroppo, aveva parecchi difetti... tra cui il tempo, veramente limitato, e il numero di vite... praticamente zero.
La difficoltà era molto elevata, e solamente attraverso la memorizzazione di tutte le mosse e i percorsi da seguire si poteva portare a termine.
Quanto l'ho finito, finendo dentro il calderone di Satana, ho stappato lo champagne e ho festeggiato per tutta la settimana seguente.
Caverns Of Khafka
05-01-2008 ore 16:58
Sicuramente dotato di atmosfera, questo Cavern of Khafka mi ha sempre affascinato, ma purtroppo è stato piagato da una giocabilità veramente bassa, dovuta soprattutto alla scarsa capacità di movimento del personaggio.
Buggy Boy
05-01-2008 ore 16:49
Ricordo che rimasi sorpreso dalla qualità generale di questo gioco, all'epoca. Ricco di dettagli e di peculiarità uniche, aveva dalla sua anche una giocabilità elevatissima.
Ogni volta che vedevo quel pallone da calcio lì in mezzo alla pista, pronto per essere colpito, mi facevo in quattro per beccarlo. Per non parlare del solito tipo con la buggy che ogni tanto veniva doppiato... un perdente spassossimo.
Se cercate un gioco di corse veramente divertente, pieno di trovate geniali e dotato di un'ottima giocabilità, Buggy Boy è il vostro gioco.
Bubble Bobble
05-01-2008 ore 16:46
Forse l'unico gioco a cui mi sentirei di dare 10.
L'ho giocato e rigiocato mille volte in due, e - giuro - tutte quelle santissime volte che l'ho finito non ho mai capito quale fosse la sua magia. E' inspiegabile, ma questo capolavoro riesce a tenere incollati allo schermo in una maniera quasi spaventosa.Il gioco più giocabile mai uscito per Commodore 64 - supera persino l'originale da sala, in quanto più immediato e meno crudele.
Consigliato a tutti, senza riserve, anche a chi non ha ancora capito come accendere il Commodore 64.
Blood and Guts: Ancient Barbarian Games
05-01-2008 ore 16:43
In mezzo ai vari "winter games" e "summer games", c'era anche questo, ovvero i giochi sportivi visti dall'ottica dei barbari. Un vero crogiolo di violenza e di malsani passatempi, quali "il salto dalla torre", la gara di bevuta di birra (mai capito come vincere, là), il tiro al bersaglio umano...
Insomma, ce n'era per tutti i gusti.
Consigliato a chi vuole qualcosa di originale ma soprattutto a chi si è stancato dei soliti "International Track & Fields".
Blinky's Scary School
05-01-2008 ore 16:39
Ho amato davvero questo gioco, che mostrava uno stile grafico quantomeno avanzato e più curato del solito. Basato su una quest per gli oggetti giusti da usare al posto giusto, mi sembrava abbastaza complesso e dinamico. Il personaggio principale si muoveva bene... e c'è il particolare del teleport tramite i water che mi fa ancora ridere. Cartigenica nell'inventario, il protagonista veniva letteralmente risucchiato nei water posti nei diversi punti del livello, che servivano a teleportarlo.
Kikstart II: The Construction Set
26-12-2007 ore 15:17
Questo editor è un piccolo capolavoro nel suo genere. Forse il gioco originale non era poi così eccezionale, ma era estremamente divertente, non fosse altro per quegli effetti sonori assurdi che sottolineavano i fallimenti del giocatore durante i tentativi di evitare gli innumerevoli ostacoli della pista. Esilaranti.
L'editor aumenta quel divertimento, espandendolo, spostando l'attenzione sull'ingegnosità e sull'inventiva del giocatore, che si può sbizzarrire nell'architettare piste dagli ostacoli più tradizionali (rampe, cunette, dossi), a quelli più improbabili (olio, grasso, ghiaccio, lanciafiamme!).
Giocato in due è forse uno dei giochi più divertenti ed esilaranti mai creati per il C64...
Vi faranno male i fianchi dalle risate.
Nosferatu The Vampyre
23-12-2007 ore 19:26
Mi accodo all'ultimo commento.
Nosferatu era estremamente difficile e lungo, con una grafica mediocre, pur splendidamente isometrica, e una musica ripetitiva: ma il suo lato migliore non è nelle singole parti, ma nella loro somma.
L'atmosfera del gioco, angosciante, claustrofobica ed ossessionante, creava un'emozionante paura, una tensione costante che oserei definire tipica di certi thriller psicologici/survival horror dell'epoca attuale.
Ricordo che da piccolo ero terrorizzato da questo gioco, dalla possibile apparizione del "signore del castello" ad ogni schermata... e ricordo anche il bellissimo articolo della rivista che accompagnava il gioco in edicola, un vero e proprio stratagemma per incutere ancora più inquietudine alla formula.
Da rivalutare.
Feud: Battle of the Wizards
23-12-2007 ore 19:22
Ricordo molto bene Feud, che fu nomato "Higgins Monac" nella mia versione - nessuno sa bene perchè.
Era una piccola perla in quanto ad innovazione, in quanto spingeva il giocatore alla creatività. Bisognava creare gli incantesimi attraverso la ricerca degli ingredienti e, in secondo luogo, mediante la composizione dei miscugli in un calderone apposito, in perfetto stile druidico. A causa della mappa che, come ha detto precedentemente Bejeeta, rappresentava una sfida geografica per il giocatore, bisognava faticare non poco per localizzare tutti gli ingredienti necessari al momento.
La flessibilità del gioco lasciava mano libera alle preferenze sugli incantesimi da usare per abbattere l'inafferrabile Leanori: in questo modo si poteva dettare il proprio ritmo di gioco e costruire la propria partita passo dopo passo, mediante la ricerca selettiva di ingredienti di nostra scelta.
La grafica è davvero buona, come anche il sonoro, che creavano un'atmosfera irripetibile e unica.