Owlbuster è un curioso “divertissement” realizzato da Carlo Santagostino e Andrea Perotti, rimasto incompiuto e recuperato molti anni dopo, agli inizi del 2000, grazie a una cassetta consegnata direttamente dall’autore. Il titolo rappresenta una parodia del celebre Ghostbusters, reinterpretata in chiave umoristica e ambientata a Borgio Verezzi, luogo di villeggiatura estiva degli autori e dei loro amici.
Il gioco è descritto da Santagostino come una sorta di avventura “punta e clicca” senza grafica, in realtà un’avventura testuale controllata tramite joystick, che Carlo rievoca così:
"E' un'avventura "punta e clicca" senza grafica; in pratica un'adventure testuale che si gioca con il joystick, basata sui "GUFI", personaggi famosi all'epoca di "videogiochi" della Jackson, ambientata a Borgio Verezzi, paese dove ci incotravamo tutte le estati io, Marco Mietta e Andrea Perotti, oltre ad i rispettivi fratelli... non è stato mai completato ed era stato realizzato quasi solo per puro nostro divertimento..."
A distanza di anni, l'autore ha chiarito il significato del termine "Gufi": nel gergo delle sale giochi dei primi anni '80 (termine poi popolarizzato dalla rivista Videogiochi della Jackson), i "gufi" erano i ragazzini che si appostavano a fianco dei giocatori più esperti, sperando in una loro rapida sconfitta per poter prendere il loro posto al cabinato con le fatidiche 200 lire.
Nonostante la natura amatoriale e incompleta, Owlbuster riveste oggi un enorme valore storico: è probabilmente il primo videogioco mai ambientato a Borgio Verezzi e costituisce una testimonianza diretta della creatività spontanea che animava la scena italiana del Commodore 64 negli anni ’80. Il programma è interamente realizzato in Commodore BASIC V2.
Il ritrovamento del gioco è stato annunciato su Ready64 all’interno di un aggiornamento dedicato alle avventure e ai recuperi storici, insieme a nuovi dump, utility Systems e scansioni di riviste dell’epoca. Owlbuster è stato presentato come una piccola sorpresa natalizia: «Dopo quest’avventura il sistema punta e clicca non sarà più lo stesso!». E nemmeno Borgio Verezzi.