Papers Invaders appartiene ad una bizzarra tradizione inaugurata proprio su
questo sito: quella che potremmo definire dei "giochi perduti che nessuno
stava cercando". Troppo risicata, all'epoca della pubblicazione, la diffusione di
Next Game e dunque perso in partenza il confronto con l'imbattibile
concorrenza che dal canto suo opponeva pietre miliari quali Attento Ettore,
Mario e i Mostri o Pompelmo. Quando iniziammo a catalogare l'oscura Next
Game si dipanò innanzi ai nostri occhi una lunga serie di curiosità, come
questa ennesima puntata della saga Alfredo, che nessuno aveva mai
reclamato. Alla fine il risultato non è nemmeno malvagio nel contesto di una
compilation tutta italiana che cercava una propria strada all'interno di un
mercato magmatico e per certi versi sleale. Se non dal punto di
vista ludico, sicuramente sotto l'aspetto filologico e di costume, Papers
Invaders meriterebbe perciò di essere approfondito almeno un po'. Il gioco in
sé potrebbe ricordare uno dei mini-game di Lazy Jones. In quel caso
Whittaker, con competenze di poco superiori (tralasciando l'aspetto musicale),
fu in grado di dare vita ad un classico del C64. Qui forse le ambizioni ed il
contesto erano diversi. L'ingenuità del settore traspare anche dal
maccheronico inglese, considerato che Papers non significa Paperi, ma
Documenti. A meno che non si tratti di una qualche forma di motto di spirito
che noi vulcaniani, ovviamente, non siamo in grado di cogliere.
Ecco di nuovo il nostro carissimo ex idraulico Alfredo, ricordiamo che è uno sprite preso dal gioco Super Pipeline (Taskset 1983), che oggi se la vede con delle papere nere che starnazzano in uno stagno. Non chiedetemi perché tanta crudeltà, o magari c’è un tentativo di sostituirsi a Taddeo (Elmen J. Fudd) per colpire la famiglia di Duffy Duck (parliamo dei Looney Tunes), ma poco importa alla fine. Il nostro compito consiste nell’accopparle con uno spara forconi che quasi più che un clone di Space Invaders (Taito, 1978) sembra che sia una variante del minigioco “the Turk” presente in “Lazy Jones” (Terminal Software, 1984). Né è prova che quando inforchiamo un papero questo si trasforma nello sprite del pollo presente in quel gioco; certo con il colore cambiato. Sulle prime partite sembra quasi divertente, spariamo, le colpiamo, loro attaccano scendendo in verticale; dobbiamo evitare che tocchino terra, si può fare. A lato però che una barra TIME che scende inesorabile… anche con buona mira e ottimi riflessi arriverà a zero e perderemo una vita. Una longevità quindi mozza, sembra quasi un giocattolo a gettoni che funziona per un minuto, poi si ferma. Naturalmente tutto il nostro sparare serve per l’immancabile classifica finale. Solita prova quindi di copia il lavoro e l’idea altrui che poteva valere qualcosina di più ma vanificata da questo gameplay che deve durare poco.
...un commento a caso!
CJ's Elephant Antics Perché spendere tanti soldi in salagiochi
rimanendo frustrati quando avere ancor più
frustrazione con un titolo budget sul nostro
amato 64? È davvero ben fatto, grafica, audio,
musica, controlli e concept ma, ...Jahpohke78
per rettificare (15 anni dopo) il commento di Darkage: anche nella versione C64, come nelle altre, è possibile bloccare la direzione di sparo. I tasti sono [RUN/STOP] o [CBM] per il g. 1, [=] o [FRECCIA SU] per il g. 2.