Informazioni e risorse [id gioco: 1597]
Paninaro, Il
📌Nota della redazione
Realizzato da Marco Mietta su idea di Diego Lifonti, Il Paninaro viene pubblicato nel dicembre 1985 su Next Special di Edisoft. In un’epoca dominata dalle edicole saturate da cassette pirata, Edisoft fu una delle rare realtà italiane a tentare la strada del software originale. Questa scelta etica portò a una diffusione limitata, circostanza che ha contribuito a rendere il gioco una rarità assoluta, facendolo sprofondare in un oblio durato decenni.
Oggi, a decenni di distanza, il valore de Il Paninaro risiede nella sua incredibile valenza documentaria. È una delle pochissime opere digitali capaci di fotografare con precisione i miti e gli status symbol della Milano "da bere" degli anni '80, periodo in cui la satira di un giovane Enzo Braschi all'interno della trasmissione Drive In rendeva il fenomeno dei Paninari un tormentone nazionale.
Il gioco cattura visivamente l'estetica di una delle tante "tribù" urbane contrapposte: mentre le strade erano divise tra Punk, Dark, Metallari e Mods, i Paninari emergevano attraverso piumini Moncler, scarpe Timberland e le soste rituali al Burghy. L'ambientazione, ricostruita con i soli caratteri PETSCII del Commodore 64 da un giovane Carlo Santagostino (all'epoca non accreditato), suscita oggi una profonda tenerezza: la rappresentazione di luoghi reali e iconici come l'Arco della Pace e il Duomo, unita alla visione del cartellone dei prezzi all'interno del fast-food (con un "Big Burger" a sole 2400 lire), trasforma l'esperienza in un sussulto nostalgico che oggi si tinge inevitabilmente di importanza storica.
La ricerca è stata inquinata per anni dall'esistenza di un celebre falso storico: un gioco molto diffuso nei circuiti della pirateria industriale che portava lo stesso titolo, "Il Paninaro", ma che in realtà altro non era se non un hack di Burger Time con i crediti rimossi. Questa confusione ha reso ancora più preziosa la ricerca del vero titolo Edisoft.
La disponibilità attuale di questo software è il risultato di un'odissea tecnica. Era il 13 ottobre 2007 quando, sulle pagine di Ready64, il gioco è stato pubblicato, sottraendolo all'oblio. Il recupero del segnale dalla cassetta originale e la sua conversione in formato digitale (.TAP) è stato un processo critico, risolto solo grazie alla tenacia di Simosette e Leonardo, che ne hanno curato il ritrovamento fisico, e all'intervento di Ian Coog, che ha analizzato e fixato il codice originale, rendendo il titolo finalmente fruibile.
Di notevole interesse nella sezione Museo, la galleria dedicata alle bozze di sviluppo realizzate da un quindicenne Carlo Santagostino.
Questo è stato il secondo gioco in assoluto che vidi sul C64(il primo fu Save the New York) all'epoca ancora non in mio possesso e sbavandolo daun compagno di classe. La sua semplicità era pari solo alla novita di quei tempi. Tecnicamente sembra fatto in basic e dico sembra visto la scarsa dedizione nella grafica usando addirittura i caratteri predefiniti Commodore e sprite espansi; nonostante questo dal che ne venivo da un Ti-99 della Texas Ins., vedere e giocare a questo titolo mi diede l'occasione di toccare con mano un qualcosa di gia avanzato rispetto ai canoni cui ero abituato nonostante la struttura di gioco un po' grezza e il riferimento al periodo "paninaresco", mi fece comprendere che il piccolo C64 era in grado di poter fare tutto e di seguire i tempi e le mode che si sarebbero susseguite ed infatti cosi è stato. Qualche partita l'ho giocata volentieri ultimamente con sottofondo Reflex dei Duran Duran e vi confesso che la lacrimuccia è uscita.
Anche io do 7!
Gli do' un 7 per la simpatia, e per la risatina che mi ha fatto fare quando ho letto "TROPPO GIUSTO", sei un "GALLO" e quando si prende il "PANINAZZO". Un po' di sana nostalgia ci sta. E poi lo si puo' intendere come una sorta di 'avo' di prodotti piu' 'evoluti' come il Tabboz Simulator, no?
Lasciando perdere l'aspetto grafico o sonoro, la giocabilità e quant'altro, il fattore realmente interessante di questa creazione videoludica tutta italiana sta unicamente (sigh!) nel poter resuscitare ricordi appartenenti ad un decennio ricco di stimoli e di idee. Gli anni '80 sono rimasti nel cuore di tanti, Il Paninaro rappresenta uno dei modi, a mio avviso, abbastanza gradevoli per poter spolverare momenti di vita passata che bla bla bla...
Vabbè, adesso però mi sparo una partitozza a Creatures.
E pace all'anima del Paninaro.
Assegno a questo titolo un 6 politico e di simpatia. Nell'ambito del linguaggio scelto (Basic poi compilato) la realizzazione tecnica e' di fattura discreta, e riesce offrire anche varieta' di ambientazioni e situazioni con la sua struttura multi-genere. L'idea di ricreare all'interno di un C64 la giornata "tipo" di un Paninaro di per se e' divertente e volendo lanciarci in collegamenti impensati, idealmente funziona da perfetto contrappeso alle tematiche trattate in Work Games da Luciano Merighi; laddove abbiamo operai in tuta a combattere con le linee di montaggio per sopravvivere nel difficile mestiere di vivere, qui ci troviamo ad impersonare giovani galletti che passano i pomeriggi gareggiando in moto e mangiando panini.
Per la cronaca, la Milano raffigurata nel gioco e' stata ricreata in spiaggia su carta millimetrata. Gli sketch originali sono stati repertati da ready64 e li potete trovate nella sezione museo:
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