Ready64 Forum
Commodore 64 => Commodore 64 & Ready64 => Topic aperto da: utente cancellato - 05 Maggio 2010, 20:47:38
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...di Roberto, oggi l'ho letto per bene, e mi sembra ben fatto.
Mi permetto però di dire che non è stato evidenziato che se la pirateria dilagava é ANCHE perchè una buona parte degli utenti commodoriani neanche sapeva che esistevano i giochi originali, credendo che quelli che compravano in edicola fossero originali.
Tanti amici venivano a casa mia a giocare con il beneamato.
Nel 1986 incominciai a comprare i giochi originali dalla Lago di Como, e mi ricordo che tutti, nel vedere queste belle confezioni, si domandavano dove li avessi comprati.
Alla mia affermazione che erano così perché originali, con uno sguardo interdetto alla Mel Brooks replicavano: "ma perché quelli da edicola non sono originali?" :doh:
Oggi un racconto simile sembrerebbe inverosimile, vista la pubblicità persino in TV dei giochi odierni, ma negli anni 80' (almeno nel mio sottosviluppato sud) era così.
Tutti i miei amici avevano il 64 (o il 16), ma io ero l'unico a leggere Zzap, CCC, etc. e quindi a conoscenza di un mondo a loro ignoto.
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Il perno centrale dell'articolo ruota attorno ai concetti di Pirateria "industriale" e "dissimulata" all'italiana, facendo un distinguo con la Pirateria "standard" che per capirci è quella della Scena internazione o del disk-swapping (yadda-yadda) degli utenti.
La distinzione nasce anche dall'esigenza di porre qualche paletto nelle discussioni, proprio per evitare parlare di pirateria in senso generico, cosa che inevitabilmente porta fuori strada.
Se mi specifichi chiaramente a quale tipo di pirateria ti riferisci posso provare a risponderti entrando nel dettaglio.
In ogni caso attenzione però a non confondere la causa con l'effetto. Il consumatore finale, è "finale" proprio perchè sta alla base della catena commerciale. Non detta le regole dell'offerta in maniera diretta, semmai le subisce potendo solo valutare - con gli scarsi mezzi a disposizione - la proposta. Ed è ovvio che se la proposta piratesca è talmente ampia da occupare tutti i principali canali distributivi e dissimulata in modo da confondere il compratore, non si possono sviluppare gli strumenti necessari a discernere la copia dall'originale né tantomeno formarsi una coscienza critica.
In sostanza, se tu dichiari che la pirateria da edicola è colpa dell'utente finale allora sono decisamente in disaccordo con te.
Nel caso della pirateria standard è ovvio che l'utenza, scambiandosi il software, abbia svolto la sua buona parte.
Non mi sembrava il caso di sottolineare l'ovvio.
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Il mio discorso ovviamente si riferisce alla sola pirateria da edicola, che nel microcosmo da poche anime era quella imperante (a vendere commodore nel mio paese erano i soli negozi di elettrodomestici, e nella maggioranza dei casi non vendevano Vg, nella qualsivoglia maniera).
L'unica fonte di approvigionamento sotto casa era dunque l'edicola.
Oggi la pirateria si muove principalmente su internet e per strada, facilmente riconoscibile.
Il Presentarsi invece negli anni 80' ANCHE in edicola (in modo subdolo) come una vera e propria pubblicazione, corredata di manuali esaurienti, di una grafica editoriale, ingannava non pochi, soprattutto quelli che non si documentavano sull'argomento.
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Come dice Roberto, non e' colpa degli utenti se tutti i canali distributivi accessibili alla gran parte degli utenti non vendevano giochi originali.
Negli anni '80 i negozi di elettrodomestici che vendevano videogiochi c'erano, eccome: solo che vendevano cassette pirata anche loro. Potevano essere copiate artigianalmente, o essere simil-originali con confezioni elaborate (Armati, per esempio).
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Fab, non ho detto che non esistevano, ho detto solo che nei piccoli centri era più difficile trovarli, soprattutto le novità che uscivano mese per mese e che leggevo su Zzap!
Quando acquistai il 64, il negoziante mi regalò un gioco (Forest master ovvero Pitfall).
In quel negozio, ci ritornai dopo 1 anno, ebbene, teneva gli STESSI giochi ormai obsoleti che avevo visto l'anno prima.
Insomma, voglio dire, non era l'articolo sul quale puntavano, a loro interessava vendere principalmente l'hardware.