Prima di parlare di questo eterno titolo della Psygnosis,
che negli anni ‘90 ha cresciuto un’intera generazione di videogiocatori, debbo
fare una doverosa e amara premessa. Non tutti i giochi si comprendono da soli
giocandoli senza l’ausilio del manuale d’istruzioni presente nella confezione
originale. Tale presenza giovava anche come espediente anti pirateria “fai da
te” in quanto alcuni comandi complessi erano spiegati solo nei fogli cartacei e
se non li avevi… ti arrangiavi. C’è da aggiungere che Lemmings aveva anche la
tabella dei codici di protezione, usanza di quel periodo per evitare la pirateria;
oggi magari trovi in rete una versione sprotetta e giochi. Ma con il manuale
tra le mani avreste letto: mouse disponibile! Per chi lo volesse giocare oggi,
va inserito in porta 2 eliminando il joystick, niente in porta 1 e questo va
fatto nella prima schermata in modo che appaia il simbolo della periferica
accanto a 1 Player. Logico che con il nostro topo saldo in mano discorsi come
imprecisione e difficoltà di gioco svaniscono in un istante. Straordinaria la
intro, molto ben definita e fluida che riprende quella classica che noi tutti
penso conosciamo. A livello grafico si è voluto mantenere le giuste proporzioni
della mappa e i nostri sventurati animaletti dalla capigliatura verde sono
quindi più minuscoli ma comunque ben animati in tutte le loro movenze e
sicuramente non sono sprite. Se lo fossero stati ne avremmo contato massimo 7
visto che c’è anche il cursore di selezione, ma il loro numero è mediamente ⅓ di quelli che avremmo visto su
Amiga, ma non è un valore preciso. Per evitare rallentamenti il numero massimo
di Lemming su schermo è equiparato alla complessità e alle animazioni del
quadro in cui giochiamo, quindi andando avanti la media scende pressappoco ad ¼; eccetto per quelli disegnati fin
dall’origine per pochi animaletti da salvare. Anche il numero dei livelli è
ridotto. Qualcuno salta forse per questioni di memoria complessiva, sono tre
dischi con cinque facce leggibili, ma per dare un esempio il livello 24 a 16
bit corrisponde al 21 su C64. Musiche presenti in ogni stage, di cui la maggior
parte originali non copiate dalle versioni a 16 bit, ma parliamo di un
bravissimo compositore, Jeroen Tel, conosciuto anche per Cybernoid e Golden Axe
per dirne due. Poi il gioco è quello, un rompicapo arcade che per C64 roba così
non esiste, ci sarebbe da gridare al miracolo che è stato fatto senza pensare a
chissà quali profitti visto il periodo in cui è uscito… Maggio 1993. Da noi si
ebbe prima notizia con una preview sul numero 73, dicembre 1992, di Zzap!
Italia e successivamente la recensione avvenne sul numero 62 di TGM uscito a
Marzo 1994 (Voto 91%) in colpevole ritardo e a quanto scritto in quelle pagine nemmeno
distribuito nel nostro paese. La prima recensione trovata in rete è targata
Novembre 1993 su Commodore Force.
Era impossibile convertirlo sul 64, sia per la grafica che per il sistema di controllo (senza mouse perde la sua natura) uscì recensito su TGM quando ormai Zzap! era chiuso, ma la redazione gli affibiò un 93%... che condivido solo per il coraggio, un po' meno per il risultato, comunque si lascia giocare, c'è anche l'intro animata, insomma penso che di più non si potesse fare...
Auguri a tutti!
Conversione "impossibile" del capolavoro Amiga. Purtroppo la grafica, per quanto ben realizzata per essere su 8 bit, non poteva competere con l'Amiga, e i Lemmings, troppo piccoli e poco definiti, sono praticamente impossibili da controllare. Senza mouse e senza la definizione grafica dei 16 bit, divertirsi coi Lemmings è impossibile. Il salto generazionale 8-16 bit qui è impietoso per il povero c64.
Premetto che era un concept strepitoso, in
effetti ho passato ore sull'Amiga tra primo e
secondo della serie. Su C64 Lemmings oltre ad
essere stato pubblicato in colpevole ritardo,
ricorda solo pallidamente l'originale e non certo
per minor numero di bit tra i due computer.
Le schermate di presentazione illudono sulla
bontà della realizzazione, ma il gioco in sè è
troppo ridotto come azione, deludente
graficamente: protagonisti quasi irriconoscibili e
*troppo piccoli*, mentre i fondali sono belli. Se
si aggiunge l'imprecisione dei comandi
dell'originale resta poco più che il nome.
Gioco uscito troppo tardi per C64 e realizzato in modo pietoso. La finestra era troppo piccola ed i controlli davvero poco gradevoli. La peggiore conversione del gioco.
incredibilmente non conoscevo questa versione per c64 che vidi girare per la prima volta a vicenza retrocomputing 2002 su un C64SX. il primo lemmings lo finii su amiga e pc, il secondo solo su amiga. immagino che graficamente non debba essere neanche tanto male visto che per i lemming non ci vuole una grafica da urlo.
in ogni caso per chi non l'ha mai giocato lo consiglio vivamente. uno di quei giochi dove cominciare e' facile e smettere e' molto difficile. giocabilita', longevita' e originalita' 10/10.
...un commento a caso!
Intensity L'ultimo gioco di Braybrook sul Commodore 64,ed il piu' atipico,visto che non si tratta di uno shoot em up in senso stretto.Al contrario,il gioco e' una sottospecie di "raccogli tutto" alla Pac-Man con grande enfasi sull...AggRoger
Rispetto al primo Daley Thompson's Decathlon aggiunge pochissimo se non il
vestito da "advergame" per la questione della Lucozade, bibita che veniva
usata come potenziamento durante il gioco. Al giorno d'oggi avrebbero potuto
tacciare la bibita ... leggi »boanergos
Ottimo articolo… solo una nota all’Autore dell’articolo… tra i programmatori
bolognesi “pionieri” c’ero anche io: Andrea Paselli!
Con Luca Zarri e Marco Corazza ho realizzato Chuck Rock, Over The Net,
Mystere, Halley Adventure… ...Andrea Paselli